Lady Gaga vince per Lady Gaga, e fa la storia

Lady Gaga vince per Lady Gaga. 

Osannata dal pubblico, e soprattutto dai suoi fan, premiata dalla critica addirittura con un Golden Globe, la cantante di Bad Romance ha avuto decisamente una buona accoglienza, passando felicemente dall’eccessivo mondo dei suoi videoclip al grande schermo, passando dai tappeti rossi di Hollywood. 

Un cammino, il suo, iniziato con l’album Joanne, più autorale e maturo rispetto ai precedenti lavori, che passo dopo passo l’ha portata ad ambire addirittura alla statuetta di miglior attrice per il film A star is born, di cui, insieme a Bradley Cooper, è protagonista assoluta. 

Un sogno però destinato a rimanere tale, o almeno in parte. Sì, perché Lady Gaga l’Oscar l’ha vinto la scorsa notte, ma per la miglior canzoneShallow di cui è autrice oltre che inteprete, colonna sonora della pellicola. 

Insomma Lady Gaga vince per Lady Gaga, e probabilmente per ciò che sa fare meglio: cantare. Sì, perché lei che, come ai tempi fu per Barbra Streisand nell’omonimo film del 1976, ha puntato tutto sul suo aspetto, o per meglio dire sul non-aspetto. La cantante-attrice infatti non ha avuto timore di apparire senza trucco, con i capelli arruffati, enfatizzando un “nasone”, quasi terzo protagonista della pellicola, proponendosi al pubblico come una Cenerentola bruttina della musica, povera ma di talento, che nella seconda parte riesce a diventare una meravigliosa cantante di successo. E Hollywood si sa, ama le trasformazioni fisiche: lo sanno bene Nicole Kidman, che s’imbruttì per The HoursCharlize Theron per The Monster e molte altre che ad una innegabile bellezza hanno preferito un’intensa interpretazione. Ma a quanto pare per Gaga, che alle trasformazioni ci aveva abituati già da tempo, non è bastata la tinta rossa ai capelli, e nemmeno il nudo frontale, in un film dal sapore autorale, al punto da essere a tratti sin troppo lento e noioso. 

Sì, perché se nella prima parte Gaga interpreta un personaggio, Ally, cameriera che crede in un sogno, nella seconda parte del film il pubblico fatica a capire dove finisca la “stella” nascente, e dove inizi Lady Gaga, che sembra semplicemente impersonare se stessa, piano e voce, lì ad intonare i suoi brani davanti ad uno stadio in visibilio. 

Lady Gaga e Bradley Cooper durante la performance degli Oscar

Un po’ a sorpresa la statuetta di miglior attrice se l’è portata a casa Olivia Colman, per il ruolo della Regina Anna di Gran Bretagna in La Favorita, lei che sarà anche Elisabetta II nella terza stagione di The Crown su Netflix, scalzando persino la vera favorita della serata, Glenn Close. Ma anche Lady Gaga domenica sera è diventata una regina, facendo letteralmente la storia e con una interpretazione dal vivo, insieme al suo co-protagonista, del brano vincitore, in una appassionata performance che i posteri ricorderanno ancora per molto, e per essere stata la sola ad aver vinto in un solo anno i più importanti premi che un artista possa vincere: l’Oscar, un Grammy, un BAFTA e un Golden Globe. 

E poco importa se questa sua interpretazione non ha convinto del tutto, Lady Gaga, la cui eleganza ha ricordato a qualcuno Audrey Hepburn, resta una vincente, e noi siamo certi che nella notte degli Oscar è nata davvero una stella. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *