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La Scuola di Posillipo, mostra gratuita al Maschio Angioino a Napoli

Forse non tutti sanno che, proprio a ridosso delle vacanze estive, a Napoli è stata inaugurata una nuova mostra. Nella suggestiva Cappella Palatina del Maschio Angioino lo scorso 24 luglio è partita La scuola di Posillipo. La luce di Napoli che conquistò il mondo, che si propone di essere una colossale mostra sulla Scuola di Posillipo.

Non temete, non è troppo tardi per ammirarla. La rassegna infatti resterà aperta fino al prossimo 2 ottobre 2019. La parte più interessante di questa notizia è che cittadini e turisti potranno vedere questa mostra di prim’ordine ad un eccezionale ingresso gratuito.

Per comprendere l’importanza di tale evento bisogna fare un viaggio a ritroso nel tempo fino al 1936, quando fu inaugurata una mostra analoga.

Sono oltre 70 le opere pittoriche che provengono per lo più da raccolte private che offrono allo spettatore un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio. Sarà possibile ammirare scorci, vie, panorami di una Napoli senza tempo e dell’intera Campania.

Da Pittloo a Gigante, massimi esponenti di questo movimento, a Scedrin, Vervoloet e Dahl soltanto per citare alcuni dei nomi dei grandi autori che compongono questa grande rassegna d’arte, punto focale del folto programma del Comune, l’Estate a Napoli.

La Scuola di Posillipo nasce nella prima metà del XIX secolo, quando Pittloo, vedutista di origini olandesi, comincia ad uscire all’area aperta e a dipingere il mondo circostante. A dare la definizione di “Scuola di Posillipo” è Pasquale Villari nel 1867 quando, in merito a questo gruppo di artisti, li definisce “accademici chiamati della Scuola di Posillipo, dal luogo dove abitavano per essere più vicini ai forestieri”.

Seguono questo movimento vere e proprie famiglie di artisti come i “Carelli”, i “Gigante”, i “Fergola”, i “Palizzi”.

Si tratta per lo più di paesaggi, vedute, scorci con un tono lirico, ma, soprattutto, romantico. Quella di Posillipo non è tuttavia una corrente sterile impermeabile alle influenze esterne: l’inglese William Turner, il francese Camille Corot, l’austriaco Joseph Rebell.

Dopo aver raggiunto l’apice, la Scuola di Posillipo comincia a diventare ripetitiva e monotona. La sua eredità sarà poi raccolta dalla cartolina e da artisti come Alessandro La Volpe, che ha ritratto bellissimi panorami napoletani.

«Promuovendo e sostenendo questa mostra – ha detto Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli – siamo certi di aver corrisposto a un grande desiderio di tutti i nostri concittadini e offerto un aspetto di Napoli di rilievo internazionale».

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