Il Monferrato in primavera, tra acque termali e vini rossi

È un piccolo viaggio nel tempo la zona del Monferrato, tra Alessandria e Acqui Terme, perché qui sembra che tutto si sia fermato almeno a trent’anni fa. Te ne accorgi dando una scorsa veloce alle insegne dei negozi, all’alluminio anodizzato dorato, persino dalle indicazioni all’interno degli Autogrill della zona. Qui tutto grida anni ’80, rimandando ad un’epoca in cui l’uomo poteva passeggiare col capo alzato stupendosi del panorama circostante. 

È così che è iniziato questo mio viaggio, ammirando le campagne piemontesi gli sterri delle risaie novaresi che a mano a mano hanno ceduto il posto alle alte colline dove maturano le pregiate uve rosse della zona. 

Prima tappa di questo mio viaggio è stata Alessandria, graziosa cittadina di 90.000 anime, in cui il minimalismo romanico ha ceduto il posto all’opulenza barocca, in una dicotomia architettonica dagli esterni che si esprimono in essenziali forme di mattoni rossi o pietra, e i ricchi interni in cui dominano stucchi dorati, lampadari di cristallo e virtuosismi pittorici. 

L’occasione di questo mio tour di chiese, è stata la mostra Alessandria Scolpita, che resterà a Palazzo Monferrato fino al prossimo 5 maggio. Un percorso di crocifissi lignei e statue da parata religiosa, prosegue idealmente proprio con gli autori che hanno fatto della lavorazione del legno il loro marchio di fabbrica. 

Un weekend rilassante, allietato dal piccolo percorso termale del Grand Hotel di Acqui Terme. Un quattro stelle che è stato uno dei luoghi simbolo della Belle Epoque in tutta Europa. Qui infatti hanno soggiornato personaggi come Winston Churchill, i Reali d’Europa, la pianista (e amante di Gabriele d’Annunzio) Luisa Baccarà.  

instagram: @marianocervone

Un bellissimo esempio di architettura Liberty, rimasto praticamente intatto sin dal monumentale ingrasso, dall’ampia reception in legno, i vetri piombati con disegni che rimandano a fonti di benessere. 

Camere ampie e luminose, un centro benessere dal sapore vintage, in cui si alternano il bagno turco, la sauna, la piscina termale. Pochi elementi, ma di grande suggestione, come il solarium all’aperto: e chi avrebbe mai immaginato che il primo sole del 2019 per me sarebbe stato in Piemonte! 

Di grande suggestione La Bollente, fontana, la cui costruzione risale alla fine del XIX secolo, che adorna una fonte termale che sgorga cinquecento litri d’acqua al minuto a quasi 75 gradi! Provate a toccarla o, a fare come molti visitatori, a respirare a pieni polmoni il vapore di quest’acqua sulfurea. 

La cena al Vecchio Borgo è stata deliziosa. Qui il pesce, complice la vicinanza con la costa ligure, è buonissimo. E così ho assaggiato un piatto a metà tra la tradizione genovese e quella piemontese: paccheri con pesto, borlotti e calamari, innaffiando il tutto con un rosso DOC, il Dolcetto d’Acqui.  

A dispetto dei suoi quasi 20.000 abitanti, c’è una bella movida ad Acqui, che ruota intorno ai suoi piccoli ristoranti caratteristici e delle piccole cantine in cui degustare i vini tipici del posto. 

vitigni del Monferrato (instagram: @marianocervone)

Spostarsi da Acqui ad Alessandria in macchina è una vera gioia per gli occhi. In questa stagione potreste imbattervi nel pianto della vite, oppure osservare lo spettacolo delle colline del Monferrato. Il punto migliore dove godere di una vista unica è il piccolo borgo di Alice Bel Colle, dove ammirare i colori delle campagne circostanti e delle alte colline piemontesi. 

Alessandria invece è più tranquilla nel fine settimana: sono pochi i negozi aperti e i luoghi dove fare aperitivo. Tra questi il Bar Caffè Garibaldi, proprio sotto al portico dell’omonima piazza, dove bere un buon Barbera sentendo il tepore sulla pelle del sole primaverile, prima di rimettersi in viaggio e far ritorno a casa.

Per tutte le altre foto, seguitemi su @marianocervone

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