“Find me”, il seguito di Chiamami col tuo nome

Ho letto Chiamami col tuo nome nell’estate del 2011. Lo lessi tutto d’un fiato in appena un giorno e mezzo. André Aciman non era ancora così noto in Italia, né si parlava della trasposizione cinematografica che ne avrebbe fatto Luca Guadagnino nel 2017. Era solo un romanzo tra i tanti, sullo scaffale in libreria, che io credo di aver propagandato fino allo sfinimento, suggerendolo ad amici e persino conoscenti.

È la storia d’amore di due ragazzi, Elio e Oliver, che si conoscono durante un’estate alla fine degli anni ’80. Giorno dopo giorno nasce un amore estivo che forse è qualcosa di più profondo, e senza dubbio si tratta di un mix tra desiderio carnale e scoperta di sé. Ci troviamo sulla riviera ligure, a Bordighera, che sul grande schermo si trasforma invece nell’entroterra delle campagne lombarde.


Armie Hammer e Timothée-Chalamet nel film di Guadagnino, Chiamami col tuo nome

Il romanzo originale è del 2007. A dodici anni da questo lavoro, forte del grande successo di pubblico e critica del film di Guadagnino, Aciman ha deciso di dare alle stampe un ideale seguito. Il titolo di questo nuovo lavoro, che vedrà ufficialmente la luce soltanto il 29 ottobre di quest’anno, è Find me (letteralmente Trovami ma io vorrei s’intitolasse Cercami, lo trovo meno cacofonico) e sin dalla copertina è chiaro un riferimento a quella Roma letteraria del viaggio che compiono i due protagonisti, che nella trasposizione di Guadagnino diventa Crema, ma anche dell’ambientazione di questo nuovo capitolo della storia.

la copertina del romanzo in vendita su Amazon

Ma Find me, pare, non si concentrerà sulla storia tra Elio e Oliver, piuttosto indagherà una figura che, pur essendo centrale nel primo romanzo, è rimasta soltanto ai margini: il papà di Elio, Samuel, il quale durante un viaggio in treno da Firenze a Roma, appunto, farà un incontro che cambierà per sempre la prospettiva della sua vita.

Elio invece è adesso un affermato pianista di musica classica, che si trasferisce a Parigi, dove vive una storia d’amore consequenziale, mentre Oliver è nel frattempo diventato un professore universitario nel New England, che improvvisamente si ritrova a riflettere su se stesso durante un viaggio di ritorno attraverso  l’Atlantico.

Aciman ritorna così ad indagare le sfumature dei sentimenti dell’animo umano, con quella sua delicatezza e forza emotiva, invitandoci a riflettere se davvero il vero amore non muore mai.

Personalmente ho divorato quel romanzo e, pur temendo una grande delusione, sono molto curioso di leggerne il seguito. E voi, l’avete letto? Avete visto il film di Guadagnino?

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