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Costa d’Amalfi, viaggio nella terra che incantò Jackie Kennedy

Fucini una volta ha detto “Il giorno del giudizio per gli amalfitani che andranno in paradiso sarà un giorno come un altro”. Ed è vero, ma è solo vivendola che ci si rende conto che questa terra ha qualcosa di magico, a cominciare dagli autobus, che ci conducono a destinazione, e fiancheggiano la costa in un modo spettacolare, come funamboli sospesi tra auto e motori e macchine in sosta e vespe. E quando due autobus si incrociano, sembrano danzare fluttuando. Sono gli autobus dei turisti che vengono qui per ritrovare il fresco del mare e la brezza marina che di sera soffia tra case e vicoli.

Soggiorno a Minori, territorio cittadino dichiarato Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, così come tutta la Costiera Amalfitana che mi appresto a visitare. Villeggio in un piccolo albergo, l’Hotel Europa, a conduzione familiare, dove il tempo sembra essersi fermato. Osservo gli arredi, gli infissi, i cancelli, e quasi mi pare di sentire ancora Loredana Bertè cantare Non sono una signora, mentre il profumo degli abbronzanti al cocco ancora aleggia lungo i corridoi di questa bellissima struttura.

La colazione è ricca, varia e abbondante, e spazia dai dolci tipici di questi luoghi, come la torta Caprese, il biscotto all’amarena e la Pastiera, a quelli più tradizionali come crostate, muffin, brioche, passando per succhi, yogurt, cereali e molto altro.

Prima meta di queste vacanze, Positano. Forse avrei dovuto attribuire a questa destinazione il podio più alto in una scala di emozioni, ma ho preferito immergermi immediatamente in quei luoghi e in quegli scorci tanto cari a personaggi come Jackie Kennedy e Gianni Agnelli, provando a rivivere quel fascino da Dolce Vita che, negli anni ’60, giunse anche su queste coste.

È una barca a darmi il benvenuto, con il suo bel Welcome to Positano, dove tutti, appena sbarcati, vogliono scattarsi una foto. Sono i colori la prima cosa che ti sorprende di Positano: quelli delle ceramiche vietresi, tipiche della costa, che trovano la massima espressione in piatti e in finissimi oggetti d’arredo, ma sono anche quelli degli abiti che hanno fatto di Positano un vero e proprio stile da indossare, tra finissimi sandali in pelle (rigorosamente fatti a mano) e colorate e leggerissime mise che avvolgono elegantemente la figura.

Mi perdo per le bianchissime scale che vanno da parte a parte, mentre continuo a guardarmi voyeuristicamente intorno. E dopo aver cercato di rubare con lo sguardo (e con lo smartphone) ogni centimetro di meraviglia di questo paradiso terrestre, mi rifugio al Lido L’Incanto, per tentare (inutilmente) di dorarmi in attesa del tramonto. È quando il sole comincia a calare che mi dirigo al Franco’s Bar, che vanta la terrazza più bella di Positano, e quasi mi imbarazzo per l’eleganza delle cameriere che in uno stiloso abito lungo servono ai tavoli sorridendo. Qui si aspetta l’ora magica del crepuscolo, quando il cielo si tinge di arancio e le case si illuminano, bevendo drink come il Purple Haze, il cui nome omaggia Jimi Hendrix.

Minori è raccolta, tranquilla. Tutto qui sembra essere a misura di famiglia, dalle bancarelle sulla piazza che affaccia sul lungomare, ai palchi degli spettacoli estivi sul piccolo molo. L’imperativo, in questo piccolo paesino, è Sal De Riso, noto pasticcere di Minori, che deve la fama nazionale a La Prova del Cuoco, che ha fatto della pasticceria un’opera d’arte cui non si può rinunciare. Da assaggiare la sua Delizia al limone, certo, che senza dubbio rappresenta l’essenza di questi luoghi, ma se volete sorprendere le vostre papille gustative, allora assaggiate la sua Sinfonia dei due Profumi all’arancia o la sua Azteca al cioccolato fondente.

Il modo più suggestivo per raggiungere Maiori da Minori, è quello di percorrere Il Sentiero dei Limoni, un cammino scosceso di circa due chilometri, immerso nei verdeggianti agrumeti amalfitani, dove potreste imbattervi in qualche animale da soma.

Maiori invece è più grande, caotica, e risente maggiormente della cultura del Sudest Asiatico che qui ha esportato la tradizione degli artisti di strada che cantano da altoparlanti chiassosi. È un commerciante della zona che me lo fa notare, vendendomi souvenir in ceramica. Qui, ho mangiato una buonissima Spaghettata con colatura di alici, tipica di quest’area e, più precisamente, di Cetara, dove ho acquistato questa salsa estratta dalla maturazione delle alici.

La notte della Costa d’Amalfi si anima all’Africana, noto locale di Praiano sospeso sul mare, ricavato da una grotta naturale. Qui, nel 1961, Luca Milano ha portato la movida sulla costa, e annovera serate rimaste nella storia, come la notte brava di Gianni Agnelli e Jackie Kennedy o la spaghettata della regina d’Olanda.

Un consiglio: andateci di venerdì sera. Le serate, è proprio il caso di dirlo, sono spettacolari.

Ho raggiunto Amalfi passeggiando dai albeggianti vicoli di Atrani, dove sento ascolto l’eco di una vecchia canzone di Sergio Bruni, uscire dalla radio di qualche abitazione.

Non ci sono menzioni particolari per le chiese, in questo mio racconto. Il Duomo di Amalfi, la Chiesa di Santa Trofimena a Minori, le chiese di Maiori ognuna a suo modo è ricca di arte e bellezza, e per questo val bene trascorrere ben più di un giorno di visita. Ma una menzione speciale invece la merita la bellissima Villa Romana e Antiquarium di Minori, suggestiva dimora di villeggiatura risalente al I secolo d.C., con tanto di complesso termale annesso, il cui costo per entrare è la sola firma. Sì, questo inestimabile patrimonio archeologico, che nel 2015 ha superato le 23.000 visite, è visibile gratuitamente.

Luogo caro per eccellenza a Jackie Kennedy era Ravello. Qui la first Lady sarebbe venuta negli anni ’60 poco prima della morte di Marilyn Monroe. Jackie avrebbe deciso di giungere qui su consiglio di Gore Vidal, assiduo frequentatore della costiera e di Ravello in particolare. Lo scrittore aveva qui una villa, e amava particolarmente la vista della Terrazza dell’Infinito di Villa Cimbrone. È proprio qui che mi dirigo, per scoprire cos’è che togliesse il fiato allo scrittore e cosa attira qui tanti turisti. E subito mi accorgo che sono tra i pochi a parlare la lingua italiana. Qui infatti è una piccola babele, un crocevia di lingue e dialetti dagli angoli più disparati della terra, tra bellissime ragazze orientali che si scattano foto in fluttuanti abiti chiari con fare da influencer, a coppiette, forse neosposi, che si scattano vicendevolmente foto alla ricerca di quello scatto perfetto da mostrare ad amici e parenti.

È qui che l’attrice Greta Garbo avrebbe segretamente incontrato il direttore d’orchestra Leopold Stokoswky, per una romantica fuga d’amore. Oggi la villa è un lussuoso albergo a cinque stelle, ma è possibile visitarne il parco (gratuito per gli ospiti dell’hotel) pagando un tuttavia esiguo biglietto. Sono tanti gli scorci meno noti della terrazza dell’infinito, certo, ma altrettanto suggestivi e magici. Statue, fontane, giochi di luce e giardini romantici. Un rinascimento dell’architettura del paesaggio, che ha visto personalità del calibro di Virginia Woolf e Churchill.

E proprio come lo scrittore inglese David Herbert Lawrence ha scritto a proposito di questi luoghi, anch’io non posso non condividere il suo pensiero alla fine del mio viaggio sentendomi completamente appagato e “compiaciuto del mio piccolo angolo della terra, felice di essere venuto, non dispiaciuto di dover ripartire”.

Sul mio profilo instagram, @marianocervone troverete tutte le foto del mio viaggio, con suggerimenti, posti da vedere e luoghi meno noti da scoprire. Se vi va, seguitemi, e se volete, scrivete nei commenti altri suggerimenti e suggestioni di viaggio. Vi aspetto!

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