Caravaggio Napoli: il legame tra l’artista e la città di Partenope

È stata una delle mostre più attese e più controverse delle ultime settimane, al punto da scomodare ministri e intellettuali. Caravaggio Napoli, al Museo di Capodimonte a Napoli fino al prossimo 14 luglio, apre ufficialmente al pubblico oggi. Promossa dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, insieme al Pio Monte della Misericordia (sua “seconda sede”), vede la produzione e organizzazione della casa editrice Electa e la curatela di Maria Cristina Terzaghi e dello stesso direttore del museo, Sylvain Bellenger

Massimo Stanzione, Salomè con la testa del Battista – 1620

L’evento proietta finalmente anche il Museo di Capodimonte nell’orbita delle grandi mostre che ruotano intorno alla città, e vuole indagare, con rigore assolutamente scientifico, il periodo napoletano del maestro lombardo. Qui infatti Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, visse per diciotto mesi circa, a seguito del suo esilio da Roma, a fasi alterne tra il 1606 e il 1610. 

Flagellazione di Cristo, Caravaggio – 1607-1608

Mesi difficili, ma artisticamente molto intensi, che portarono alla realizzazione di alcune delle opere più belle mai fatte, tra le quali la Flagellazione di Cristo, già a Capodimonte, e il Martirio di Sant’Orsola, a Palazzo Zevallos-Stigliano, sede napoletana delle Gallerie d’Italia

Martirio di Sant’Orsola, Caravaggio – 1610

L’esposizione raggruppa sei opere del Merisi da musei nazionali e internazionali, confrontandole con alcuni degli artisti partenopei che immediatamente recepirono l’influenza caravaggesca, consentendo a studiosi e appassionati una più ampia riflessione sul legame tra l’artista e la città di Partenope. I raffronti mostrano in che modo, artisti come Battistello CaraccioloFabrizio Santafede, ma successivamente anche Jusepe de Ribera o Massimo Stanzione immediatamente furono affascinati e seguirono il crudo realismo caravaggesco, che pone l’accento soprattutto sui personaggi, tralasciando, a volte quasi del tutto, la contestualizzazione delle figure in un intenso gioco di luci ed ombre. 

Flagellazione, Fabrizio Santafede – 1609

Cristo alla colonna, Giovanni Battista (Battistello) Caracciolo – 1578-1635

La mostra vede anche la preziosa partnership di tra Google Arts & Culture e il Museo e Real Bosco di Capodimonte, grazie alla quale i visitatori potranno ammirare, attraverso degli schermi interattivi, i dipinti di Caravaggio ad una risoluzione altissima, grazie alla tecnologia Art Camera, che ne permette una dettagliatissima visione, disponibile anche per gli internauti di tutto il mondo on-line. 

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