Artemisia Gentileschi: il dipinto nascosto sotto Santa Caterina

È una Festa della Donna un po’ speciale quella che si celebrerà quest’anno all’interno delle Gallerie degli Uffizi a Firenze. Sì, perché sotto il dipinto di Santa Caterina della pittrice Artemisia Gentileschi, sulla base di un recente studio non invasivo sulla tela da parte dell’Opificio delle pietre dure di Firenze, sarebbe stato rinvenuto un secondo dipinto. La tela che noi tutti conosciamo infatti sarebbe il risultato di un ripensamento e di un precedente disegno che ritrarrebbe la santa, anziché con corona e di tre quarti in atto contemplativo, con un turbante più all’orientale e il volto rivolto allo spettatore.

il dipinto di Santa Caterina di Artemisia, Gallerie degli Uffizi

Il dipinto sarebbe il risultato di una mescolanza di un autoritratto della stessa pittrice romana e il ritratto di Caterina, figlia del gran duca Ferdinando de’ Medici, realizzato durante il soggiorno romano dei signori di Firenze.

il dipinto di Artemisia ai raggi X

La versione nascosta sotto la tela agli Uffizi, sarebbe pressoché identica ad una acquistata qualche mese fa dalla National Gallery di Londra. Tra le ipotesi di questa straordinaria somiglianza dei dipinti, quella che entrambi derivino dallo stesso disegno preparatorio.

Ma la ricerca conferma anche un’altra ipotesi. Proprio come fu per Caravaggio nello stesso periodo, anche la Gentileschi era solita autoritrarsi e usare la sua stessa immagine come modello di soggetti femminili.

il dipinto di Santa Caterina di Artemisia, National Gallery (Londra)

«Quest’anno – ha detto Eike Schmidt, direttore degli Uffizi – potremo celebrare la Festa della donna con queste importanti rivelazioni che cambiano ciò che sappiamo riguardo ad Artemisia, una delle pittrici più importanti di tutta la storia dell’arte».

Il direttore ha così annunciato anche una intensa campagna di studio, e soprattutto diagnostica, per provare a svelare tutti i segreti della Gentileschi: «Già nei prossimi giorni con l’Opificio delle pietre dure daremo il via a questa grande campagna – ha annunciato il direttore – e nel giro di alcuni mesi speriamo di poter annunciare nuove, interessanti rivelazioni».

Sono tante le opere su cui gli Uffizi possono contare per avviare questo interessante studio, a cominciare dalla notissima Giuditta e Oloferne, Minerva, la Madonna con bambino, Giuditta e la fantesca Abra con la testa di Oloferne e Santa Maria Maddalena.

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