EVENTI E MOSTRE

All’Archeologico di Napoli arriva la mostra “Capire il cambiamento climatico”

Cambiamenti climatici, ecosostenibilità, plastic free. Sono questi gli argomenti più discussi nelle ultime settimane, complici marce e convegni, ma anche figure di spicco, come la giovanissima Greta Thunberg, che si fanno portavoce di un bisogno che diventa sempre più pressante: la salvaguardia del nostro Pianeta.

Non poteva essere estraneo a questa importante tematica il mondo dell’arte. Anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli si unirà al coro di chi vuole un mondo più pulito, e lo farà a cominciare dal prossimo 11 ottobre, promuovendo Capire il cambiamento climatico – Experience exhibition. Una mostra, certo, ma soprattutto uno spazio narrativo dove i visitatori potranno vedere con i propri occhi i devastanti effetti del riscaldamento globale fino al prossimo 31 maggio 2020.

Prodotta da OTM Company e Studeo Group, l’esposizione vede la in collaborazione della prestigiosa National Geographic Society, e la curatela scientifica di Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana.

Emblematica l’immagine scelta di Mauricio Lima per presentare questa esposizione, la cui (lunghissima) didascalia dice testualmente: «Il lago Poopo, secondo per estensione in Bolivia dopo il Titicaca, si è prosciugato nel 2015 per cause anche legate alle attività umane: riscaldamento globale e riduzione dei ghiacciai andini che lo alimentavano, siccità prolungate e derivazione di acqua degli immissari per agricoltura e imprese minerarie. Migliaia di persone che abitavano le rive, soprattutto pescatori, sono state costrette a migrare. Il lago si è in parte ricostituito nel 2018 grazie a piogge straordinarie.»

Allestita in prossimità del grande Salone della Meridiana (nelle sale 90-93, per l’esattezza) la mostra si articola in un percorso di visita composto da centinaia di immagini realizzate da grandi maestri della fotografia, e filmati del National Geographic che restituiscono un ambiente immersivo, che si propone come obiettivo principale quello di suscitare emozione, empatia, consapevolezza, cercando così di portare anche i visitatori e gli amanti del mondo dell’arte e dell’archeologia ad agire.

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