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Al Palazzo delle Arti di Napoli arriva “Joan Miró. Il linguaggio dei segni”

Sta per iniziare una nuova grande stagione culturale a Napoli. Archiviati i successi delle grandi esposizioni di quest’anno, l’autunno riparte sotto i migliori auspici. Ad inaugurare un ricco calendario di esposizioni, il Palazzo delle Arti di Napoli in Via dei Mille. Archiviato il successo di Escher, arriva adesso Joan Miró. Il linguaggio dei segni.

È la prima volta che a Napoli arriva una monografica sul pittore, scultore e ceramista spagnolo. Saranno ottanta le opere, tra dipinti, sculture, collage e arazzi che riassumeranno l’opera del grande esponente cubista.

Nato a Barcellona nel 1893, Miró dipinge sin dall’età di otto anni, trovando, come molti pittori del suo tempo, il suo successo e la propria strada come artista a Parigi.

Sono anni molto fervidi per l’artista, che nella capitale francese sperimenta diversi materiali e tecniche: dalle litografie alle acqueforti, dalla scultura alla pittura, passando per il grattage.

L’affermazione e il successo di Miró passano anche dall’Italia, con un premio alla Biennale di Venezia nel 1954, cui seguirono diverse esposizioni degli Stati Uniti.

È in età matura che Joan si dedica alla scultura, realizzando agli inizi degli anni ’80 centinaia di ceramiche, tra cui i Murales del Sole e della Luna presso l’edificio dell’UNESCO a Parigi, mentre nel 1982 la sua arte trova espressione nel manifesto per i mondiali di calcio che si svolsero in Spagna.

La mostra, che aprirà al pubblico il 25 settembre, terrà banco fino alla fine di febbraio del 2020. Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, è organizzata dalla Fondazione Serralves di Porto con Cor, Creare Organizzare Realizzare, per la curatela di Robert Lubar Messeri, docente di Storia dell’Arte all’Institute of Fine Arts della New York University, sotto la guida di Francesca Villanti, direttore scientifico del Cor.

Le opere che saranno esposte appartengono alla straordinaria collezione di proprietà dello stato portoghese in deposito alla Fondazione Serralves di Porto e si appresta ad essere uno dei più importanti appuntamenti della stagione autunnale napoletana.

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